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Le aziende agricole che operano in Valle Scrivia, in Val Polcevera o nell’Alta Val Trebbia, e che fanno parte del Consorzio di produttori locali, sono piccole o medie aziende che non basano la loro produzione sulla quantità di prodotto, ma sulla qualità. Anche la Valle Scrivia, come tutto l’entroterra ligure è montuosa, irta e stretta tra valli, senza grosse estensioni di terreno o pascoli ampi, ed è caratterizzata dai tipici terrazzamenti a fascia, frutto di un paziente lavoro di manutenzione e salvaguardia dell’ambiente. Il lavoro che i produttori svolgono è molto importante per il presidio e la tutela del territorio, per tenere pulito e curato il terreno e rendere più vivibili anche i paesi di fondovalle. A questa attività si unisce quella di valorizzazione delle tradizioni e della storia locale, attraverso il recupero di prodotti tipici che altrimenti andrebbero via via scomparendo. In quest’ottica alcune aziende del consorzio hanno integrato la normale professione agricola con quella di ristorazione e ricezione, avviando un’attività agrituristica.
I prodotti più affermati costituiscono già oggi un importante veicolo di comunicazione per la valle. Così la patata quarantina, coltivata da secoli sulle nostre fasce, è la varietà di punta di una produzione significativa di eccellenti patate commerciali. Il latte degli allevamenti locali, spesso proveniente da razze che hanno un forte legame storico con il territorio – come i bovini di Cabannina o Bruno Alpina e altre razze di ovini e caprini – viene trasformato nelle note formaggette, di cui si trova traccia documentale già dal XVI secolo. Per poi arrivare a produzioni molto singolari, seppur tradizionali, come lo sciroppo di rose, derivato da varietà antiche coltivate da tempo in valle; il miele, che da anni la cooperativa locale commercializza e trasforma anche in cosmetici naturali.
